Home Salute > Blog Salute > Disabili: una vita a quattro ruote > Disabilità, indispensabile una sessualità normale
Un po’ di tempo fa, hanno trasmesso in tv, il film il figlio della luna. L’avete visto?
È la storia di un ragazzo diversamente abile e di sua madre, la quale, ha lottato perché suo figlio potesse vivere una vita il più possibile normale scontrandosi troppe volte con i muri innalzati dalla nostra società, e oltre alle tante battaglie per l’educazione, si è mobilitata per la riapertura delle case chiuse, riuscendo intanto a far avere al figlio disabile anche una normale attività sessuale.
Il diversamente abile, non essendo talvolta, una persona con un corpo o una mente integri, troppo spesso, non viene riconosciuto adeguatamente nella propria identità sessuale e sociale. Troppo spesso la sessualità di queste persone viene negata, repressa o affrontata con atteggiamenti sessuofobici, come se la persona in questione non avesse ormoni, impulsi, organi, che suscitino nel proprio intimo desideri sessuali.
Ciò che dovrebbe essere ben compreso da molti è che il portatore di handicap è una persona che allo stesso modo di un normodotato, ha diritto di vivere la propria sessualità, anche se fosse solo un bisogno fisiologico; ha il diritto di ascoltare il propri impulsi sessuali e dar loro libero sfogo, perché non vi è nulla di più anormale che una forte repressione sessuale.
Pertanto, allo stesso modo di come ci si preoccupa di abbattere le famose barriere architettoniche per non creare impedimenti a una persona diversamente abile, bisognerebbe preoccuparsi anche di abbattere queste barriere mentali che rendono ancora più difficile la vita di una persona già abbastanza problematica di per sé.
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Post di Giorgia Ragonici, studentessa del corso di laurea in psicologia clinica – indirizzo Sessuologia dell’Università degli Studi dell’Aquila (coordinatore: prof. Emmanuele A. Jannini)
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