<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?>
<rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Disabili: una vita a quattro ruote</title>
	<atom:link href="http://blog.ok-salute.it/disabili-una-vita-a-quattro-ruote/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>http://blog.ok-salute.it/disabili-una-vita-a-quattro-ruote</link>
	<description>Solo un altro sito  Blog Salute Siti</description>
	<lastBuildDate>Wed, 16 May 2012 20:16:19 +0000</lastBuildDate>
	<language>en</language>
	<sy:updatePeriod>hourly</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>1</sy:updateFrequency>
	<generator>http://wordpress.org/?v=3.3.1</generator>
<xhtml:meta xmlns:xhtml="http://www.w3.org/1999/xhtml" name="robots" content="noindex" />
		<item>
		<title>Quello che ci insegna il caso Dukan</title>
		<link>http://blog.ok-salute.it/disabili-una-vita-a-quattro-ruote/2012/05/16/quello-che-ci-insegna-il-caso-dukan/</link>
		<comments>http://blog.ok-salute.it/disabili-una-vita-a-quattro-ruote/2012/05/16/quello-che-ci-insegna-il-caso-dukan/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 16 May 2012 20:16:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Simone Fanti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pensieri e riflessioni]]></category>
		<category><![CDATA[dieta]]></category>
		<category><![CDATA[Dukan]]></category>
		<category><![CDATA[giornalismo]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://blog.ok-salute.it/disabili-una-vita-a-quattro-ruote/?p=2765</guid>
		<description><![CDATA[Cosa trasforma una dieta in un successo planetario (anche editoriale)? Ce lo stavamo chiedendo telefonicamente questa mattina con il presidente dell&#8217;Adi, Lucio Lucchin. Colpa dei media che propongo diete miracolose invece di insegnare la corretta alimentazione? Colpa dei cattivi modelli, la famose diete delle star? Colpa del web e del passa parola? Proprio questa sera [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div class="mceTemp">
<dl id="attachment_2766" class="wp-caption alignleft" style="width: 122px;">
<dt class="wp-caption-dt"><a href="http://blog.ok-salute.it/disabili-una-vita-a-quattro-ruote/files/2012/05/Dieta112Photoxpress_2756792.jpg"><img class="size-medium wp-image-2766" title="  " src="http://blog.ok-salute.it/disabili-una-vita-a-quattro-ruote/files/2012/05/Dieta112Photoxpress_2756792.jpg" alt="  " width="112" height="140" /></a></dt>
<dd class="wp-caption-dd"></dd>
</dl>
</div>
<p>Cosa trasforma una dieta in un successo planetario (anche editoriale)? Ce lo stavamo chiedendo telefonicamente questa mattina con il presidente dell&#8217;<a href="http://www.adiitalia.net/" target="_blank">Adi</a>, Lucio Lucchin. Colpa dei media che propongo diete miracolose invece di insegnare la corretta alimentazione? Colpa dei cattivi modelli, <a href="http://www.ok-salute.it/alimentazione-e-diete/09_a_diete-star.shtml">la famose diete delle star</a>? Colpa del web e del passa parola?</p>
<p><span id="more-2765"></span>Proprio questa sera è giunta la notizia che <a href="http://blog.ok-salute.it/news-commenti/2012/05/16/pierre-dukan-radiato-dallordine-dei-medici-francesi/" target="_blank">Pierre Dukan, papà dell&#8217;omonima dieta, è stato radiato</a> (o si è autoradiato non è ancora chiaro) dall&#8217;ordine dei medici. Giusto un anno fa in Francia, il ministro della Salute aveva incaricato l’Agence nationale de sécurité sanitaire de l’alimentation, de l&#8217;environnement et du travail di valutare i possibili rischi associati con le diete dimagranti famose, fatte solo per motivi estetici.</p>
<p>Già allora gli esperti francesi (<a href="http://blog.ok-salute.it/salute-rassegna-stampa/2011/05/23/bocciate-le-diete-famose/" target="_blank">fonte Corriere della sera</a>), «confrontando gli apporti nutrizionali di 15 diete fra quelle più popolari con quelli consigliati, evidenziarono molte incongruenze sia per difetto che per eccesso. Per alcune diete, il dato più evidente fu la forte restrizione energetica: nella Scarsdale, per esempio, le calorie erano circa la metà di quelle normalmente previste in una dieta ipocalorica per una donna. Quasi tutte contenevano troppe proteine: in un caso, la Dukan 3, addirittura più del triplo del valore consigliato; quasi tutte apportavano pochi carboidrati o addirittura pochissimi, come nella Atkins e nella Dukan, che davano invece ampio spazio ai grassi».</p>
<p>Un giudizio che avrebbe dovuto allertare molte persone, invece queste diete hanno continuato a fare proseliti. Perché? Quando giunsi a Ok Salute e Benessere non avevo mai approfondito il tema della salute. Tanto meno quello delle diete. Dopo due anni posso dire di conoscere i principi di una corretta alimentazione &#8211; ciò non vuol dire che li applichi sia ben inteso. Oramai mensilmente ho confronti telefonici con i nostri esperti che mi raccontano pro e contro delle differenti diete e credo che lo stesso avvenga in altri giornali di salute seri. Ma la prima domanda che mi sono posto questa mattina, siamo noi giornalisti i colpevoli di una trasmissione scorretta?</p>
<p>No e sì. No perché abbiamo scritto tante volte dei lati negativi di alcune diete, sconsigliandone e bocciandone alcune, abbiamo intervistato fior di dietologi (almeno OK salute lo fa e siamo orgogliosi di farlo) perché fornissero a noi e ai lettori gli strumenti per mangiare in maniera sana. Sì perché &#8211; come categoria giornalistica &#8211; ci ostiniamo a raccontare gossip legati all&#8217;alimentazione delle star e delle starlet globali. Il libro di Pierre Dukan avrebbe venduto 4,5 milioni di copie se non si fosse saputo che a farla fu Kate Middleton? Spesso non si ha coscienza dei danni che si possono fare nella nostra professione: quale giornalista di cronaca rosa ha mai riflettuto sul fatto che un dettaglio come quello della dieta può spingere milioni di persone a provarla su di sé.</p>
<p>Puoi continuare a scrivere che è sbilanciata, che va seguita sotto controllo medico (che fornisce integratori delle componenti nutritive mancanti), che in alcuni Paesi quella stessa dieta è stata bocciata dagli esperti. Ma serve a poco. Spesso ci dimentichiamo che la lettura dei nostri osservatori è molto selettiva e conserva quelle informazioni che interessano tralasciando quelle che non vengono ritenute non essenziali. Fa più colpo la frase &#8221; nella prima settimana si perdono fino a 5 chili&#8221; rispetto a quella &#8220;attenzione la dieta iper-proteica è sbilanciata dal punto di vista nutritivo&#8221;. Complice la terminologia non sempre chiara, capita di non essere sufficientemente efficaci nella comunicazione.</p>
<p>Ma addossare la colpa ai giornalisti sarebbe come addossarla alle star che seguono queste diete: inutile e sbagliato. Chi segue una dieta lo fa di sua sponte. E spesso su suggerimento di un&#8217;amica/o. Perché va osservato un&#8217;altro fenomeno: le capacità virali del web. Se una dieta funziona (nel senso che fa perdere peso) attraverso il web si diffonde a macchia d&#8217;olio questa informazione. Passa di bocca in bocca, di tweet in tweet, di commento in commento su facebook. Ma quale informazione passa. Semplice l&#8217;effetto evidente, l&#8217;aver perso peso, mentre quello nascosto, quello di aver privato il corpo di alcuni costituenti importanti al suo funzionamento, non viene trasmesso. E quale persona normale potrebbe mai notare una carenza vitaminica di un paio di settimana oppure la riduzione dell&#8217;apporto di calcio (che soprattutto nel mondo femminile è fondamentale per combattere l&#8217;osteoporosi in tarda età)? Nessuno. Ed è per questo che ci si deve affidare a chi ha studiato, il veri esperti, senza tentare dannosi fai da te.</p>
<p><a href="http://www.ok-salute.it/Dietetica/" target="_blank">Chiedi un consulto ai Dietisti di OK</a></p>
<p><strong>GUARDA ANCHE</strong><br />
<a href="http://www.ok-salute.it/alimentazione-e-diete/09_g_abc-cibi-che-curano.shtml" target="_blank">L&#8217;abc dei cibi per curarsi a tavola</a><br />
<a href="http://www.ok-salute.it/alimentazione-e-diete/09_a_veronesi-mangiare-meno.shtml" target="_blank">Veronesi: «Una regola d&#8217;oro, mangiare meno»</a><br />
<a href="http://www.ok-salute.it/alimentazione-e-diete/11_g_ricette-tricolore.shtml" target="_blank">Le ricette tricolori della salute</a></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://blog.ok-salute.it/disabili-una-vita-a-quattro-ruote/2012/05/16/quello-che-ci-insegna-il-caso-dukan/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>3</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Dov&#8217;è la saggezza del buon padre di famiglia?</title>
		<link>http://blog.ok-salute.it/disabili-una-vita-a-quattro-ruote/2012/05/13/dove-la-saggezza-del-buon-padre-di-famiglia/</link>
		<comments>http://blog.ok-salute.it/disabili-una-vita-a-quattro-ruote/2012/05/13/dove-la-saggezza-del-buon-padre-di-famiglia/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 13 May 2012 20:45:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Simone Fanti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Pensieri e riflessioni]]></category>
		<category><![CDATA[economia]]></category>
		<category><![CDATA[esondati]]></category>
		<category><![CDATA[iva]]></category>
		<category><![CDATA[regole]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://blog.ok-salute.it/disabili-una-vita-a-quattro-ruote/?p=2757</guid>
		<description><![CDATA[Nulla può uccidere l’economia come la mancanza di fiducia e l’incertezza. E’ vero l’argomento della mia riflessione esula del campo della disabilità, ma che volete farci alla fin fine sono e resto un giornalista nato nell’economia. Questi miei pensieri nascono dalla gita di ieri a San Bartolomeo (Andora) in Liguria e dalle chiacchierate fatte o [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://blog.ok-salute.it/disabili-una-vita-a-quattro-ruote/files/2012/05/1364012_recycling_1.jpg"><img class=" wp-image-2759 alignleft" title="  " src="http://blog.ok-salute.it/disabili-una-vita-a-quattro-ruote/files/2012/05/1364012_recycling_1.jpg" alt="  " width="210" height="210" /></a></p>
<p>Nulla può uccidere l’economia come la mancanza di fiducia e l’incertezza. E’ vero l’argomento della mia riflessione esula del campo della disabilità, ma che volete farci alla fin fine sono e resto un giornalista nato nell’economia. Questi miei pensieri nascono dalla gita di ieri a San Bartolomeo (Andora) in Liguria e dalle chiacchierate fatte o sentite durante la passeggiata sul lungomare. Accanto alla brezzolina di mare, e a qualche secchiata d’acqua che il cielo gentilmente ha voluto donarci, soffiava un vento ben più forte: la crisi. Poche famiglie in giro, negozietti vuoti, ristorantini altrettanto deserti (ed era sabato sera!).</p>
<p><span id="more-2757"></span>Beh conti alla mano è facile comprendere il perché: tra gasolio (con 60 euro ho fatto 600 chilometri), pranzo e cena &#8211; anche se frugali &#8211; e una granita siciliana, una coppia spende tra i 100 e i 150 euro. Con bambini al seguito il costo si alza, perché se un adulto può “privarsi” di un gelato o spiluccare a mezzogiorno, a un bambino non si dice mai di no. Così si resta a casa risparmiando per pagare i nuovi aumenti dell’iva e la stangata dell’imu, la tassa più odiata dagli italiani dopo il canone Rai.</p>
<p>Dall’economia domestica a quella reale il passo è breve. Così è facile immaginare perché un imprenditore attenda a fare investimenti. Se chi, in famiglia, deve far quadrare i conti guarda i suoi jeans e pensa che anche se sono passati un po’ di moda possono andar bene per un’altra stagione, perché non dovrebbe fare lo stesso pensiero un imprenditore guardando i macchinari che utilizza? Pian piano l’economia però si ferma.</p>
<p>Abbiamo per troppo tempo coltivato un’economia fatta di consumi attivando di fatto una spirale da cui non si poteva scendere pena il collasso dell’intero sistema. E così sembra stia succedendo oggi. Ma accanto a questo punto debole ce n’è un altro, quasi connaturato con il primo, che ha il nome di fiducia. Per oltre 50 anni siamo andati avanti con la convinzione e la fiducia che il progresso non potesse avere fine (il modello americano docet) che si potesse consumare all’infinito senza pagare dazio. Invece. Invece stiamo imparando che non è così. Una dura lezione che ci ruba quotidianamente la fiducia nel futuro.</p>
<p>Ad aggravare il senso di sfiducia poi l’incertezza delle regole. Due esempi su tutti: i famosi esondati e l’aumento dell’iva di settembre. I primi sono quelle persone &#8211; e sottolineo persone &#8211; che confidando nelle regole di qualche mese fa hanno lasciato il loro lavoro nella certezza, poi sembra vanificata, che avrebbero ricevuto una pensione. Le regole però nel frattempo sono cambiate e quelle persone, padri e madri di famiglia non sanno più cosa sarà di loro e come potranno mantenersi nei prossimi mesi e anni.</p>
<p>Dalle persone alle cose, o meglio la balletto dell’iva che si dice, forse, chissà dovrebbe passare dal 21 al 23% a settembre. Il condizionale è d’obbligo perché politici e tecnici continuano nella loro quadriglia facendo un passo in una direzione per poi tornare al posto di prima. Un ballo che non diverte nessuno e che non permette a chi vorrebbe far ripartire gli affari di fare progetti. Quale buon padre di famiglia si permetterebbe una spesa non sapendo se a settembre poi dovrà sborsare più soldi? Forse quindi tra le tante riforme a costo zero che si potrebbero attuare ce n’è non più prorogabile: la certezza delle regole!</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://blog.ok-salute.it/disabili-una-vita-a-quattro-ruote/2012/05/13/dove-la-saggezza-del-buon-padre-di-famiglia/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>2</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Mille libri tattili per mille biblioteche</title>
		<link>http://blog.ok-salute.it/disabili-una-vita-a-quattro-ruote/2012/05/10/mille-libri-tattili-per-mille-biblioteche/</link>
		<comments>http://blog.ok-salute.it/disabili-una-vita-a-quattro-ruote/2012/05/10/mille-libri-tattili-per-mille-biblioteche/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 10 May 2012 14:12:27 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Simone Fanti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ausili]]></category>
		<category><![CDATA[Libri]]></category>
		<category><![CDATA[cecità]]></category>
		<category><![CDATA[libri tattili]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://blog.ok-salute.it/disabili-una-vita-a-quattro-ruote/?p=2754</guid>
		<description><![CDATA[La Federazione Nazionale delle Istituzioni Pro Ciechi, in collaborazione con Enel Cuore Onlus, ha presentato al XXV Salone Internazionale del Libro di Torino, la collana di cinque libri tattili per l’infanzia realizzati nell’ambito della campagna A spasso con le dita che saranno distribuiti gratuitamente presso biblioteche pubbliche, strutture pediatriche e associazioni umanitarie. Con questa iniziativa [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><div id="attachment_2755" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a href="http://blog.ok-salute.it/disabili-una-vita-a-quattro-ruote/files/2012/05/Immagine-7.png"><img src="http://blog.ok-salute.it/disabili-una-vita-a-quattro-ruote/files/2012/05/Immagine-7-300x161.png" alt="Il libro tattile Soffio di Vento" title="Il libro tattile Soffio di Vento" width="300" height="161" class="size-medium wp-image-2755" /></a><p class="wp-caption-text">Il libro tattile Soffio di Vento</p></div>La Federazione Nazionale delle Istituzioni Pro Ciechi, in collaborazione con Enel Cuore Onlus, ha presentato al XXV Salone Internazionale del Libro di Torino, la collana di cinque libri tattili per l’infanzia realizzati nell’ambito della campagna <em>A spasso con le dita</em> che saranno distribuiti gratuitamente presso biblioteche pubbliche, strutture pediatriche e associazioni umanitarie. Con questa iniziativa verranno distribuiti 5.000 album per l’infanzia texture-illustrati, per favorire e promuovere l’integrazione scolastica e sociale dei bambini vedenti e non vedenti.</p>
<p><span id="more-2754"></span>A spasso con le dita è un progetto nazionale avviato nel novembre del 2010 per favorire l’integrazione fra ragazzi ciechi, ipovedenti e vedenti; ideato dalla Federazione Nazionale delle Istituzioni Pro Ciechi e sostenuto da Enel Cuore Onlus, la Onlus di Enel dedicata al sociale, che dal 2004 sostiene progetti di solidarietà in Italia e all&#8217;estero.</p>
<p>Ognuno dei cinque libri è stato realizzato interamente a mano in 1.000 copie, all’interno del Centro di produzione del materiale didattico della Federazione Nazionale delle Istituzioni Pro Ciechi di Roma. Al di là dell’utilità in situazioni di difficoltà di apprendimento, i libri tattili propongono ai piccoli lettori una maniera nuova e stimolante per accostarsi alle prime letture, risvegliando oltre alla vista tutti i sensi, invitando a riscoprire il libro come oggetto da toccare e manipolare, in controtendenza con la crescente affermazione del testo elettronico.</p>
<p>I titoli della collana A spasso con le dita</p>
<p>·       Soffio di vento, di Elisa Lodolo (Italia);</p>
<p>·       Ho un po’ paura, di Laure Constantin (Francia);</p>
<p>·       Giorgetto l’animale che cambia aspetto, di Claudette Kraemer (Francia);</p>
<p>·       Tutt’altro, di Antje Sellig (Germania);</p>
<p>·       Versi tra versi, di Anette Diesen (Norvegia).</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://blog.ok-salute.it/disabili-una-vita-a-quattro-ruote/2012/05/10/mille-libri-tattili-per-mille-biblioteche/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Aaa spiagge accessibili cercasi</title>
		<link>http://blog.ok-salute.it/disabili-una-vita-a-quattro-ruote/2012/05/08/aaa-spiagge-accessibili-cercasi/</link>
		<comments>http://blog.ok-salute.it/disabili-una-vita-a-quattro-ruote/2012/05/08/aaa-spiagge-accessibili-cercasi/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 08 May 2012 09:34:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Simone Fanti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ausili]]></category>
		<category><![CDATA[Barriere architettoniche]]></category>
		<category><![CDATA[Viaggi]]></category>
		<category><![CDATA[accessibilità]]></category>
		<category><![CDATA[spiaggia]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://blog.ok-salute.it/disabili-una-vita-a-quattro-ruote/?p=2744</guid>
		<description><![CDATA[Qualche settimana fa l’amministrazione della regione Puglia, con un&#8217;ordinanza, obbligava tutti gli stabilimenti balneari pugliesi ad acquistare una sedia Job (una sorta di sdraio con le ruote larghe che consente a chi ha difficoltà motoria di spostarsi sulla sabbia). “Evviva, qualcosa si muove”. E&#8217; stato il mio primo pensiero. Ma già dopo pochi attimi il [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://blog.ok-salute.it/disabili-una-vita-a-quattro-ruote/files/2012/05/Immagine-5.png"><img class="size-medium wp-image-2745 aligncenter" title="  " src="http://blog.ok-salute.it/disabili-una-vita-a-quattro-ruote/files/2012/05/Immagine-5-300x228.png" alt="  " width="300" height="228" /></a></p>
<p style="text-align: left;"><a href="http://affaritaliani.libero.it/mare-accessibile070412.html" target="_blank"><br />
Qualche settimana fa l’amministrazione della regione Puglia</a>, con un&#8217;ordinanza, obbligava tutti gli stabilimenti balneari pugliesi ad acquistare una sedia Job (una sorta di sdraio con le ruote larghe che consente a chi ha difficoltà motoria di spostarsi sulla sabbia). “Evviva, qualcosa si muove”. E&#8217; stato il mio primo pensiero. Ma già dopo pochi attimi il sorriso si è spento sul mio volto. Non basta, infatti, una sedia o una passerella a trasformare uno stabilimento balneare in una struttura accessibile.</p>
<p><img title="Continua..." src="http://invisibili.corriere.it/wp-includes/js/tinymce/plugins/wordpress/img/trans.gif" alt="" /><span id="more-2744"></span>Si fa presto a dire vacanze al mare. Al di là della crisi economica acuita dai continui tagli al welfare, la difficoltà è sempre la stessa e ha il nome di accessibilità. Nonostante <a href="http://www.handylex.org/stato/l050292.shtml" target="_blank">l’articolo 23 della legge del 5 febbraio 1992</a> preveda una multa e la chiusura da uno a sei mesi dell’esercizio pubblico che discrimini una persona con disabilità, le spiagge a norma (<a href="http://www.handylex.org/stato/d140689.shtml" target="_blank">il decreto ministeriale 236/1989</a> ne definisce le caratteristiche di accessibilità) sono ben poche in Italia.</p>
<p>Peccato che nessun imprenditore abbia la lungimiranza di investire in questo settore e attrarre così una fetta consistente di popolazione: i<a href="http://www.disabilitaincifre.it" target="_blank">l 8% degli italiani sono persone con disabilità</a> . «Il mercato potenziale è di 5 milioni di persone in Italia e di 75 milioni in Europa», spiega Roberto Vitali, presidente di <a href="http://www.villageforall.net/" target="_blank">Villageforall</a> «E ognuna di queste persone con disabilità  viaggia in media con almeno tre accompagnatori al seguito». La crisi può essere quindi uno stimolo per migliorare l’accessibilità anche perché rendere più fruibile una struttura non va solo a vantaggio delle persone con disabilità, ma può essere di aiuto alle mamme con i passeggini o semplicemente agli anziani che su una passerella camminano con maggiore facilità rispetto a un viottolo acciotolato o alla sabbia.</p>
<p>L’accessibilità non significa solo abbattimento delle barriere architettoniche (anche se questo sarebbe un gran passo avanti) ma anche accoglienza, ovvero la reale consapevolezza che ricevere un ospite con una disabilità significa farlo sentire a casa sua e regalargli una vera vacanza, se non dalla disabilità, almeno dalle preoccupazioni. «I primi interventi che vengono effettuati in uno stabilimento balneare sono l&#8217;adozione  di passerelle e delle sedie Job», spiega Max Ulivieri, responsabile di Diversamenteagibile.it. «Certamente il personale che gestisce delle spiagge accessibili se ha esperienza con la disabilità rende un servizio migliore: ogni tipologia di disabilità ha le sue esigenze. Per i disabili con fragilità mentale, il discorso è più delicato. Certamente è auspicabile che abbiano una persona con sé che possa aiutarli e prendersene cura. Altrimenti ci vuole personale specializzato all&#8217;interno della spiaggia, ma poi chi lo paga?».</p>
<p>Nel nostro piccolo vorremmo essere d’aiuto, ma da soli non ce la facciamo ed è per questo che vi chiediamo una mano. Invisibili infatti vorrebbe costruire una mappa delle spiagge più accessibili d’Italia. Alcuni elenchi di spiagge accessibili sono facilmente reperibili sui siti amici di<a href="http://www.disabili.com/viaggi/speciali-viaggi-a-tempo-libero/spiagge-accessibili" target="_blank">disabili.com</a>, <a href="http://www.turismosenzabarriere.it/turisti_disabili/tabella.php" target="_blank">turismosenzabarriere.it</a> e <a href="http://www.diversamenteagibile.it/" target="_blank">diversamenteagibile</a>. Vogliamo però andare oltre e cercare di verificare le spiagge grazie a voi lettori (Leggi<a href="http://invisibili.corriere.it/2012/03/03/io-verificatore-contro-le-vacanze-«inaccessibili»/" target="_blank">Io, verificatore contro le vacanze «inaccessibili»</a>). Sarete i nostri occhi, le nostre ruote, il nostro metro.</p>
<p>Nessun giudizio opinabile, ma misure concrete, un elenco di c’è-non c’è che offra al futuro visitatore l’idea esatta di quello che potrà trovare o non trovare recandosi nella spiaggia indicata (gli esperti la chiamano accessibilità trasparente). Ecco quindi cosa si intende per spiaggia accessibile sotto forma di questionario.</p>
<p>C’è un parcheggio adiacente all’entrata con dei posti riservati alle persone con disabilità (la legge impone il minimo di un posto ogni 50 o frazione di 50)?</p>
<p>Il percorso che collega il parcheggio all’ingresso e tutti i percorsi che collegano i vari servizi, dalle cabine, ai bar, le docce fino agli ombrelloni sono senza ostacoli?</p>
<p>Il percorso e le passerelle sono di larghezza adeguata (almeno 90 cm) e la pavimentazione è antisdrucciolo?</p>
<p>La passerella in spiaggia arriva fino al mare e sotto l’ombrellone riservato ai disabili?</p>
<p>Esistono piazzole con ombrellone per le persone con disabilità?</p>
<p>Esistono delle piazzole per permettere l’inversione di marcia a chi è in sedia a rotelle?</p>
<p>Esistono segnali e indicazioni per le persone non vedenti (un corrimano di corda, mappe tattili)?</p>
<p>Ci sono bagni attrezzati e ampi a sufficienza per persone con handicap motori (i requisiti sono tutti indicati <a href="http://www.handylex.org/stato/d140689.shtml" target="_blank">decreto ministeriale 236/1989</a>)?</p>
<p>Le docce sono a filo del pavimento e dispongono di maniglioni o supporti?</p>
<p>La stazione balneare è dotata di ausili (sedia Job o sedia Sand &amp; Sea) per permettere a chi non può muoversi di essere portato fino al mare?</p>
<p>L’area giochi per bambini è accessibile? E l’area ristorazione?</p>
<p>C&#8217;è un bagnino con specifica formazione al soccorso di una persona a mobilità ridotta?</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://blog.ok-salute.it/disabili-una-vita-a-quattro-ruote/2012/05/08/aaa-spiagge-accessibili-cercasi/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>L&#8217;indifferenza e l&#8217;ignoranza verso le fragilità mentali</title>
		<link>http://blog.ok-salute.it/disabili-una-vita-a-quattro-ruote/2012/04/30/lindifferenza-e-lignoranza-verso-le-fragilita-mentali/</link>
		<comments>http://blog.ok-salute.it/disabili-una-vita-a-quattro-ruote/2012/04/30/lindifferenza-e-lignoranza-verso-le-fragilita-mentali/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 30 Apr 2012 10:49:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Simone Fanti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Barriere psicologiche]]></category>
		<category><![CDATA[Storie vere]]></category>
		<category><![CDATA[schizofrenia]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://blog.ok-salute.it/disabili-una-vita-a-quattro-ruote/?p=2738</guid>
		<description><![CDATA[Oggi vi posto una lettera che mi è stata inviata dopo la mia presenza a Domenica In &#8211; così è la vita con Lorella Cuccarini di domenica 29 aprile. Lascio a voi i commenti Sono un disabile mentale (schizofrenia, n.d.r) che curo da tanti anni con i neurolettici. Si accorgono di noi solo quando lanciamo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Oggi vi posto una lettera che mi è stata inviata dopo la mia presenza a Domenica In &#8211; così è la vita con Lorella Cuccarini di domenica 29 aprile. Lascio a voi i commenti</p>
<p><em>Sono un disabile mentale (schizofrenia, n.d.r) che curo da tanti anni con i neurolettici. Si accorgono di noi solo quando lanciamo qualcosa contro il Presidente del Consiglio o facciamo cadere il Papa. Nessuno fa niente per quelli come me. Pensano solo a sedarci e a rinchiuderci.</em> </p>
<p><span id="more-2738"></span><em>Anche noi abbiamo diritto a una vita dignitosa. A un lavoro rispettabile o a un vero sussidio economico per chi ha perso le capacità lavorative. A delle cure migliori senza tutti questi effetti collaterali. Dormo dodici ore al giorno. Sono sempre debole, stanco e confuso. Sono ingrassato di circa quaranta Kg. La mia vista è peggiorata molto. Soffro di alterazione della temperatura corporea. Non percepisco il sapore del cibo. Ho perso la memoria. Non riesco più a fare attività fisica, a studiare, a lavorare. E anche altri problemi minori tipo scialorrea o secchezza delle fauci. </p>
<p>Per noi i diritti e la libertà sono un utopia. Nella carta abbiamo tanti diritti ma poi nella realtà non vengono applicati e i medici e la famiglia possono fare di noi quello che vogliono. E a volte quello che vuole la famiglia non è ciò che è meglio per me, ma cosa vogliono loro da me, cosa si aspettano da me. Possono andare contro la mia volontà, anche quando la volontà non è influenzata dalla malattia, non è una volontà schizofrenica. La psichiatria moderna ha tanti mezzi di terapia, ma spesso vengono usati male. </p>
<p>L’uso dei media da parte della psichiatria invece di diventare un valido supporto mi esclude da quell’informazione libera che serviva per la mia crescita personale. Nessuno ci vuole, nessuno ci aiuta, anzi ci maltrattano continuamente. Oltre agli effetti collaterali dei farmaci dobbiamo subire anche l&#8217;emarginazione sociale. È impossibile creare un rapporto di amicizia basato sulle bugie che mi dicono perché pensano che non sono in grado di capire in quanto malato. E per le donne non esisto. </p>
<p>L’amicizia uomo-donna non esiste. E la sessualità per me rimane un tabù. Oltre alla malattia mentale ho seri problemi all’apparato genitale. E quell’affettività che poteva essere un valido aiuto per la mia disabilità diventa un altro problema. Altre vie alla sessualità per me sono da considerarsi escluse, in quanto posso definire i componenti della mia famiglia come “estremisti cattolici”. Quando mi sono ammalato, tutte le persone che conoscevo hanno cambiato il modo di rapportarsi con me. Questo mi ha fatto sentire più solo e incompreso. Come se la malattia fosse diventato un filtro che mi dividesse dal resto del mondo. Gli altri di colpo hanno perso la sincerità e la spontaneità nei miei confronti. </p>
<p>Molto spesso sono le persone sane a mettersi delle paranoie nei miei confronti. Se dico così lo faccio contento, se gli dico un altra cosa sta male. Oppure tendono a darmi sempre ragione perché mi ritengono troppo fragile per sopportare un opinione contraria. Altri ancora considerano la malattia come una colpa. E ti escludono direttamente perché ti ritengono troppo stupido rispetto al loro stare bene. Io ad esempio mi trovo meglio con le persone che hanno problemi simili ai miei, anche quando non vado d&#8217;accordo con loro. Mentre con le altre malattie tutti i tuoi famigliari e i tuoi amici ti stanno vicino e ti fanno sentire il loro affetto, con questo tipo di patologie, devi nasconderti, non devi parlarne con nessuno, quasi come fosse una vergogna. </p>
<p>Se mai, dovrebbe essere la società a vergognarsi di come ci tratta ancora oggi. Dalla legge Basaglia tante cose sono state fatte, ma rimangono da fare lo stesso tantissimi passi in avanti per il nostro pieno inserimento nella società. Ci sono ancora delle invisibili &#8220;barriere mentali&#8221; presenti nella mente delle persone sane che ci dividono dal resto del mondo. Rimangono vivi ancora tantissimi pregiudizi. Scusate se è una lettera abbastanza personale.</p>
<p>Roberto</em></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://blog.ok-salute.it/disabili-una-vita-a-quattro-ruote/2012/04/30/lindifferenza-e-lignoranza-verso-le-fragilita-mentali/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>4</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Un bel libro sulla disabilità: bianco su nero</title>
		<link>http://blog.ok-salute.it/disabili-una-vita-a-quattro-ruote/2012/04/21/un-bel-libro-sulla-disabilita-bianco-su-nero/</link>
		<comments>http://blog.ok-salute.it/disabili-una-vita-a-quattro-ruote/2012/04/21/un-bel-libro-sulla-disabilita-bianco-su-nero/#comments</comments>
		<pubDate>Sat, 21 Apr 2012 12:29:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Simone Fanti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Libri]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://blog.ok-salute.it/disabili-una-vita-a-quattro-ruote/?p=2730</guid>
		<description><![CDATA[Un breve post per segnalarvi un bel libro che sto leggendo: Bianco su nero di Ruben Gallego (ed Adelphi). Vi incollo il testo che si trova sul risvolto di copertina. Grazie ad Alessandro per la segnalazione. (ps chi volesse segnalarmene altri lasci un commento) Mosca, 20 settembre 1968. Rubén nasce affetto da paralisi cerebrale: le [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_2732" class="wp-caption alignleft" style="width: 200px"><a href="http://blog.ok-salute.it/disabili-una-vita-a-quattro-ruote/files/2012/04/4af5246fb7eec28118a4c4a3da1e8015_w190_h_mw_mh.jpg"><img class="size-medium wp-image-2732" title="La copertina di Bianco su Nero" src="http://blog.ok-salute.it/disabili-una-vita-a-quattro-ruote/files/2012/04/4af5246fb7eec28118a4c4a3da1e8015_w190_h_mw_mh.jpg" alt="La copertina di Bianco su Nero" width="190" height="296" /></a><p class="wp-caption-text">La copertina di Bianco su Nero</p></div>
<p>Un breve post per segnalarvi un bel libro che sto leggendo: <a href="http://www.adelphi.it/libro/9788845922695" target="_blank">Bianco su nero di Ruben Gallego (ed Adelphi)</a>. Vi incollo il testo che si trova sul risvolto di copertina. Grazie ad Alessandro per la segnalazione. (ps chi volesse segnalarmene altri lasci un commento)</p>
<p><em>Mosca, 20 settembre 1968. Rubén nasce affetto da paralisi cerebrale: le facoltà intellettuali sono intatte, ma non può muovere gli arti, salvo due dita. Dopo poco più di un anno sarà separato dalla madre e rinchiuso negli speciali orfanotroﬁ in cui vengono isolati, e sottratti allo sguardo, quelli come lui, considerati impresentabili da una società che esalta il mito dell’uomo nuovo e dichiara di muoversi verso un radioso futuro. Solo all’inizio degli anni Novanta Rubén riuscirà a fuggire dal suo gulag personale e, ritrovata la madre, comincerà a raccontare la sua storia, rivelandosi scrittore vero.</em></p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://blog.ok-salute.it/disabili-una-vita-a-quattro-ruote/2012/04/21/un-bel-libro-sulla-disabilita-bianco-su-nero/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Scavolini: le cucine per disabili perché devono essere brutte?</title>
		<link>http://blog.ok-salute.it/disabili-una-vita-a-quattro-ruote/2012/04/16/scavolini-le-cucine-per-disabili-perche-devono-essere-brutte/</link>
		<comments>http://blog.ok-salute.it/disabili-una-vita-a-quattro-ruote/2012/04/16/scavolini-le-cucine-per-disabili-perche-devono-essere-brutte/#comments</comments>
		<pubDate>Mon, 16 Apr 2012 06:38:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Simone Fanti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ausili]]></category>
		<category><![CDATA[cucine]]></category>
		<category><![CDATA[universal design]]></category>
		<category><![CDATA[Utility System]]></category>
		<category><![CDATA[Valter Scavolini]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://blog.ok-salute.it/disabili-una-vita-a-quattro-ruote/?p=2708</guid>
		<description><![CDATA[Il salone del mobile è alle porte, così dopo aver sentito l&#8217;architetto Consuelo Agnesi (chiedile un consulto), aver presentato la borsa da viaggio per le carrozzine ed esposto i principi fondamentali dell&#8217;Universal design, ora parliamo con Valter Scavolini, presidente dell&#8217;omonima società e tra i primi ad accarezzare l&#8217;idea che le cucine potessero essere realmente a portata di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_2709" class="wp-caption alignleft" style="width: 189px"><a href="http://blog.ok-salute.it/disabili-una-vita-a-quattro-ruote/files/2012/04/Immagine-21.png"><img class=" wp-image-2709 " title="Valter Scavolini" src="http://blog.ok-salute.it/disabili-una-vita-a-quattro-ruote/files/2012/04/Immagine-21-224x300.png" alt="Valter Scavolini" width="179" height="240" /></a><p class="wp-caption-text">Valter Scavolini</p></div>
<p>Il <a href="http://www.cosmit.it/it/" target="_blank">salone del mobile</a> è alle porte, così dopo <a href="http://blog.ok-salute.it/disabili-una-vita-a-quattro-ruote/2012/04/08/al-salone-del-mobile-si-parla-anche-di-universal-design/" target="_blank">aver sentito l&#8217;architetto Consuelo Agnesi</a> (<a href="http://www.ok-salute.it/Disabilita/Consuelo-Agnesi.shtml" target="_blank">chiedile un consulto</a>), aver presentato <a href="http://blog.ok-salute.it/disabili-una-vita-a-quattro-ruote/2012/04/10/ops-la-valigia-diventa-intelligente-e-segue-la-carrozzina/" target="_blank">la borsa da viaggio per le carrozzine</a> ed esposto i principi fondamentali dell&#8217;Universal design, ora parliamo con Valter Scavolini, presidente dell&#8217;omonima società e tra i primi ad accarezzare l&#8217;idea che le cucine potessero essere realmente a portata di tutti.</p>
<p><span id="more-2708"></span><strong>Scavolini e disabilità, al primo impatto, suona strano. Perché una azienda come la Scavolini ha accettato la sfida di progettare, e quindi ripensare al concetto di cucina, per persone con disabilità? </strong><br />
Noi della Scavolini abbiamo sempre pensato a cucine che fossero accessibili a tutti; questo significa non fare eccezioni ma trovare sempre una soluzione a tutte le esigenze. In particolar modo, per persone con ridotte capacità deambulatorie, abbiamo progettato il programma <a href="http://www.utilitysystem.scavolini.com/" target="_blank">Utility System</a> che riduce le barriere e favorisce lo sviluppo di una maggiore autonomia nell’ambiente cucina. Avendo una solida posizione di leadership nel settore delle cucine componibili, crediamo fermamente di dover dare l’esempio. Un esempio concreto di fare azienda che si fonda sulla comprensione e sul rispetto dell’altro, due valori etico-morali che sono imprescindibili dal nostro operato.</p>
<p><strong>Cosa ha portato in azienda questa esperienza? </strong><br />
Questo progetto ci ha confermato così che non possiamo assolutamente prescindere da una filosofia aziendale orientata all’individuo. Un insegnamento che abbiamo fatto nostro e che ritroviamo/ritrovate in moltissime iniziative che portiamo avanti. La nostra Fondazione Scavolini lavora proprio in questo senso, cercando di sponsorizzare e sostenere le ricerche e le iniziative in diversi campi del sapere: scientifico, letterario, storico ed economico, favorendo la diffusione della cultura.</p>
<p><strong>Al di là del lato umano, qualche soluzione è poi stata riproposta per le cucine tradizionali?</strong><br />
Abbiamo sviluppato Utility System pensando non solo a chi è costretto sulla sedia a rotelle ma anche a tutti coloro che hanno difficoltà di stabilità, come gli anziani. Caratteristica fondamentale di questo sistema è la capacità di risolvere i diversi problemi di ergonomia sia in senso verticale, attraverso la possibilità di scegliere l’altezza del piano di lavoro e attraverso i meccanismi di “saliscendi” per i pensili, che in senso orizzontale, grazie a piani sagomati ed estraibili che riducono la necessità di spostamento.</p>
<div id="attachment_2710" class="wp-caption alignright" style="width: 250px"><a href="http://blog.ok-salute.it/disabili-una-vita-a-quattro-ruote/files/2012/04/Immagine-3.png"><img class=" wp-image-2710 " title="Foodshelf, la nuova proposta firmata dal designer internazionale Ora-ïto" src="http://blog.ok-salute.it/disabili-una-vita-a-quattro-ruote/files/2012/04/Immagine-3-300x211.png" alt="Foodshelf, la nuova proposta firmata dal designer internazionale Ora-ïto" width="240" height="169" /></a><p class="wp-caption-text">Foodshelf, la nuova proposta firmata dal designer internazionale Ora-ïto</p></div>
<p><strong>I mobili per le persone con fragilità sono sempre stati utili ma non belli, ora il design e l’ergonomia si fondono per offrire praticità a chi è in difficoltà. Si tratta di un cambio di tendenza?</strong><br />
Nelle nostre cucine dotate di Utility System, funzionalità e estetica si muovono parallelamente: il design è uno dei tasselli fondamentali e imprescindibili per noi che proponiamo un’ampia varietà di modelli, consentendo al consumatore finale di scegliere liberamente la cucina che più risponde ai propri gusti stilistici e di arredo. È stata un’enorme soddisfazione ed emozione per noi, quando, nel 2001, all’inizio di questo progetto, l’Ospedale Niguarda di Milano ci chiese di progettare 5 zone cucina destinate agli appartamenti pre-dimissioni dell’Unità Spinale Unipolare, centro di eccellenza finalizzata ad affrontare e soddisfare i bisogni assistenziali, terapeutico-riabilitativi e psicologico-sociali dalle persone affette da lesioni midollari. Con Utility System abbiamo potuto contribuire nell’ambito della filiera delle cure per garantire ai pazienti di sperimentare la vita domestica prima del rientro nelle loro abitazioni e ai disabili di provenienza esterna di attuare programmi di miglioramento, con prodotti e soluzioni disponibili sul mercato e adattabili in ogni casa.</p>
<div id="attachment_2711" class="wp-caption alignleft" style="width: 212px"><a href="http://blog.ok-salute.it/disabili-una-vita-a-quattro-ruote/files/2012/04/Scavolini_Diesel2012_1.jpg"><img class=" wp-image-2711 " title="La Diesel Social Kitchen" src="http://blog.ok-salute.it/disabili-una-vita-a-quattro-ruote/files/2012/04/Scavolini_Diesel2012_1-224x300.jpg" alt="La Diesel Social Kitchen" width="202" height="270" /></a><p class="wp-caption-text">La Diesel Social Kitchen</p></div>
<p><strong>Delle novità che porterete al Salone mi ha colpito il concetto di scomposizione del concetto di cucina (design Ora-ïto). Qual è il futuro della cucina? Si sta fondendo sempre più con il soggiorno diventando una social kitchen?</strong><br />
Ascoltiamo il nostro pubblico per capire come deve essere la cucina di domani e come si deve rapportare con il resto della casa. Due le tendenze che abbiamo riscontrato negli ultimi anni: da un lato, coloro che desiderano una cucina che sì sia il cuore dell’ambiente domestico, ma che si apra anche alla zona living. Con Foodshelf, la nuova proposta firmata dal designer internazionale Ora-ïto che presentiamo in anteprima al Salone Internazionale del Mobile, vediamo infatti come il soggiorno influenza sempre di più la zona operativa della cucina, suggestionandola con i suoi schemi compositivi. Dall’altro lato, vediamo una cucina che si allontana dall’idea di spazio puramente funzionale per trasformarsi in un luogo di socializzazione e divertimento, da condividere con la famiglia o gli ospiti. Questa caratteristica si ritrova anche in Diesel Social Kitchen, l’altra novità che porteremo ad Eurocucina, nata dalla collaborazione con Diesel: un modello giovane, grintoso e simbolo dell’abitare contemporaneo, in cui la casa è sempre più piccola e gli spazi si fondono tra loro</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://blog.ok-salute.it/disabili-una-vita-a-quattro-ruote/2012/04/16/scavolini-le-cucine-per-disabili-perche-devono-essere-brutte/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>I sette principi del design universale</title>
		<link>http://blog.ok-salute.it/disabili-una-vita-a-quattro-ruote/2012/04/12/i-sette-principi-del-design-universale/</link>
		<comments>http://blog.ok-salute.it/disabili-una-vita-a-quattro-ruote/2012/04/12/i-sette-principi-del-design-universale/#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 12 Apr 2012 06:11:59 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Simone Fanti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ausili]]></category>
		<category><![CDATA[Barriere architettoniche]]></category>
		<category><![CDATA[universal design]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://blog.ok-salute.it/disabili-una-vita-a-quattro-ruote/?p=2706</guid>
		<description><![CDATA[Chi sapeva che il telecomando e il pelapatate, due oggetti diventati di uso comune, sono nati per aiutare le persone con disabilità. Il primo è stato studiato per offrire a coloro che non poteva muoversi, allettati o disabili, l’opportunità di cambiare canale, quando ancora le tv avevano il tastierino dei canali integrato accanto allo schermo. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Chi sapeva che il telecomando e il pelapatate, due oggetti diventati di uso comune, sono nati per aiutare le persone con disabilità. Il primo è stato studiato per offrire a coloro che non poteva muoversi, allettati o disabili, l’opportunità di cambiare canale, quando ancora le tv avevano il tastierino dei canali integrato accanto allo schermo. Il secondo è stato progettato per chi aveva problemi alle dita. Oggi però sono nelle case di ciascuno di noi. </p>
<p><span id="more-2706"></span>Il design universale non è un sogno, tutt’altro e lo dimostrano gli studi dal The center for Universal design della North Carolina State University  che ha studiato e pubblicato i sette principi universali da rispettare nel disegnare un oggetto, un mobile o una casa.</p>
<p>Principio 1 &#8211; Equità &#8211; uso equo: utilizzabile da chiunque.<br />
Principio 2 &#8211; Flessibilità &#8211; uso flessibile: si adatta a diverse abilità.<br />
Principio 3 &#8211; Semplicità &#8211; uso semplice ed intuitivo: l’uso è facile da capire.<br />
Principio 4 &#8211; Percettibilità &#8211; il trasmettere le effettive informazioni sensoriali.<br />
Principio 5 &#8211; Tolleranza all’errore &#8211; minimizzare i rischi o azioni non volute.<br />
Principio 6 &#8211; Contenimento dello sforzo fisico &#8211; utilizzo con minima fatica.<br />
Principio 7 &#8211; Misure e spazi sufficienti &#8211; rendere lo spazio idoneo per l’approccio e l’uso.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://blog.ok-salute.it/disabili-una-vita-a-quattro-ruote/2012/04/12/i-sette-principi-del-design-universale/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>La valigia diventa intelligente e segue la carrozzina</title>
		<link>http://blog.ok-salute.it/disabili-una-vita-a-quattro-ruote/2012/04/10/ops-la-valigia-diventa-intelligente-e-segue-la-carrozzina/</link>
		<comments>http://blog.ok-salute.it/disabili-una-vita-a-quattro-ruote/2012/04/10/ops-la-valigia-diventa-intelligente-e-segue-la-carrozzina/#comments</comments>
		<pubDate>Tue, 10 Apr 2012 10:33:53 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Simone Fanti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Ausili]]></category>
		<category><![CDATA[Viaggi]]></category>
		<category><![CDATA[bagaglio]]></category>
		<category><![CDATA[Hub246]]></category>
		<category><![CDATA[universal design]]></category>
		<category><![CDATA[valigie]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://blog.ok-salute.it/disabili-una-vita-a-quattro-ruote/?p=2698</guid>
		<description><![CDATA[Chi viaggia sa quanto sia problematico portarsi appresso la valigia: o ti spingi o la spingi. Il problema però non riguarda solo chi vive seduto, anzi. Pensate a quei businessman che si vedono in aeroporto che tentano di tirarsi appresso il trolley, mangiare il panino e rispondere al telefono. Oppure alle mamme con il passeggino. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_2699" class="wp-caption aligncenter" style="width: 310px"><a href="http://blog.ok-salute.it/disabili-una-vita-a-quattro-ruote/files/2012/04/Immagine-1.png"><img class="size-medium wp-image-2699" title="La hub 246 attaccata a un passeggino" src="http://blog.ok-salute.it/disabili-una-vita-a-quattro-ruote/files/2012/04/Immagine-1-300x297.png" alt="La hub 246 attaccata a un passeggino" width="300" height="297" /></a><p class="wp-caption-text">La hub 246 attaccata a un passeggino</p></div>
<p>Chi viaggia sa quanto sia problematico portarsi appresso la valigia: o ti spingi o la spingi. Il problema però non riguarda solo chi vive seduto, anzi. Pensate a quei businessman che si vedono in aeroporto che tentano di tirarsi appresso il trolley, mangiare il panino e rispondere al telefono. Oppure alle mamme con il passeggino. Quando sono stato a Gitando, la fiera del turismo accessibile, mi sono imbattuto in questa valigia &#8211; si chiama Hub246 &#8211; che mi è sembrata la soluzione. Ha quattro ruote e si aggancia alla carrozzina con un cordino. L&#8217;ho potuta provare solo qualche minuto e sembrava molto comoda</p>
<p><span id="more-2698"></span>Così ho deciso di intervistare per voi Alessandro Dissegna, titolare della <a href="http://www.nilvia.it/default.php">NILVIA Accessories &amp; Design Lab</a> per capire come è nata e se realmente rispecchia le esigenze delle persone con disabilità</p>
<p><strong>Perché guardare anche ai clienti con disabilità? </strong><br />
Sinceramente credo la domanda giusta sia perché no? Il mio amico Roberto Vitali (Presidente V4a &#8211; <a href="http://www.villageforall.net/" target="_blank">Village For All</a>) una sera a cena mi ha fatto notare che nessuna azienda si era posta l&#8217;obiettivo di analizzare e dare una risposta alle esigenze di chi viaggia in carrozzina. Alla fine della cena ho deciso di farlo. Studiando una valigia intelligente che allo stesso tempo tenesse conto delle esigenze di più soggetti dando risposte funzionali ma che fosse anche bella, di qualità, studiata nei materiali, nello stile e nel design.</p>
<p><strong>Non solo comodità, ma anche design e un aspetto gradevole&#8230; nel mondo della disabilità, e non solo, oggi il comodo e funzionale può essere anche bello? </strong><br />
Credo sia un must per ogni azienda moderna pensare prodotti funzionali e belli allo stesso tempo. Nello sviluppo di Hub ci ha probabilmente aiutato l&#8217;avere due anime. NILVIA Lab infatti da oltre 25 anni lavora contemporaneamente al design e produzione di borse tecniche customizzate e di borse fashion per il mondo dell&#8217;abbigliamento. Con Hub246 abbiamo provato a mettere assieme il meglio del know-how aziendale per ottenere le migliori soluzioni in termini di ergonomia, funzionalità, design e stile made in Italy.</p>
<div id="attachment_2700" class="wp-caption alignright" style="width: 250px"><a href="http://blog.ok-salute.it/disabili-una-vita-a-quattro-ruote/files/2012/04/Immagine-2.png"><img class=" wp-image-2700 " title="Un dettaglio della Hub246" src="http://blog.ok-salute.it/disabili-una-vita-a-quattro-ruote/files/2012/04/Immagine-2-300x255.png" alt="Un dettaglio della Hub246" width="240" height="204" /></a><p class="wp-caption-text">Un dettaglio della Hub246</p></div>
<p><strong>All&#8217;inizio era titubante verso la creazione di una borsa per disabili? Un prodotto nato per portatori di handicap può diventare adatto a tutti? </strong><br />
Hub è nato con l&#8217;obiettivo dichiarato di superare lo schema tradizionale del &#8220;prodotto per disabili&#8221;. La fase di studio è stata particolarmente lunga proprio perché non volevamo realizzare un prodotto per portatori di handicap. Volevamo realizzare un prodotto bello e intelligente, che prendesse in considerazione allo stesso tempo le esigenze di più soggetti.</p>
<p><strong>Cosa le ha insegnato questo esperimento? E cosa le ha portato in termini di esperienza da riportare nel mondo della non disabilità? </strong><br />
Questo progetto mi ha confermato la convinzione che il design e la progettazione di qualsiasi prodotto dovrebbe nascere con la logica dell&#8217;accessibilità trasparente. Prodotti che tengano conto delle esigenze di tutti. Hub246 è la dimostrazione che con un po&#8217; di impegno si può realizzare una reale accessibilità trasparente. E che della accessibilità trasparente beneficiano spesso molti più soggetti di quelli a cui siamo abituati a pensare. Con Hub246 oltre a dare la possibilità al mio amico Roberto di viaggiare da solo in piena autonomia controllando la carrozzina senza pensare al trolley, io pensavo a quante volte avrei voluto le mani libere trovandomi in aeroporto con un panino in una mano e con il telefono che suona. In realtà fin dal lancio molte prenotazioni sono arrivate da un&#8217;altra categoria: mamme amanti del design a cui è capitato di viaggiare col passeggino!</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://blog.ok-salute.it/disabili-una-vita-a-quattro-ruote/2012/04/10/ops-la-valigia-diventa-intelligente-e-segue-la-carrozzina/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
		<item>
		<title>Al salone del mobile si parla anche di Universal Design</title>
		<link>http://blog.ok-salute.it/disabili-una-vita-a-quattro-ruote/2012/04/08/al-salone-del-mobile-si-parla-anche-di-universal-design/</link>
		<comments>http://blog.ok-salute.it/disabili-una-vita-a-quattro-ruote/2012/04/08/al-salone-del-mobile-si-parla-anche-di-universal-design/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 08 Apr 2012 15:14:34 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Simone Fanti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Barriere architettoniche]]></category>
		<category><![CDATA[arredamento]]></category>
		<category><![CDATA[design]]></category>
		<category><![CDATA[disabilità]]></category>
		<category><![CDATA[universal design]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://blog.ok-salute.it/disabili-una-vita-a-quattro-ruote/?p=2690</guid>
		<description><![CDATA[Un design per tutti che coniughi il bello e il pratico in un solo oggetto. Esiste e si chiama Universal design, un termine che indica il tentativo di progettare oggetti che siano utilizzabili da tutti. Ecco cosa ne pensa Consuelo Agnesi, architetto che presta la sua consulenza ad OK (chiedile un consulto) Cosa è cambiato [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_2691" class="wp-caption alignleft" style="width: 260px"><a href="http://blog.ok-salute.it/disabili-una-vita-a-quattro-ruote/files/2012/04/agnesi-little.jpg"><img class="size-medium wp-image-2691" title="L'architetto Consuelo Agnesi" src="http://blog.ok-salute.it/disabili-una-vita-a-quattro-ruote/files/2012/04/agnesi-little.jpg" alt="L'architetto Consuelo Agnesi" width="250" height="200" /></a><p class="wp-caption-text">L&#39;architetto Consuelo Agnesi</p></div>
<p>Un design per tutti che coniughi il bello e il pratico in un solo oggetto. Esiste e si chiama <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Universal_design" target="_blank">Universal design</a>, un termine che indica il tentativo di progettare oggetti che siano utilizzabili da tutti. Ecco cosa ne pensa Consuelo Agnesi, architetto che presta la sua consulenza ad OK (<a href="http://www.ok-salute.it/Disabilita/Consuelo-Agnesi.shtml" target="_blank">chiedile un consulto</a>)</p>
<p><span id="more-2690"></span><strong>Cosa è cambiato e cosa sta cambiando negli ultimi mesi?</strong><br />
Negli ultimi anni il vento sta lentamente cambiando. Si sta entrando nell&#8217;ottica del Design For All (DfA). Noi italiani abbiamo una marcia in più, sancita dal fatto che abbiamo il principio dell&#8217;accessibilità anche nella Costituzione. Se l&#8217;Italia seguisse di più il vento, il suo istinto, la sua potenzialità enorme ci sarebbero vantaggi per tutti perché in Italia abbiamo ottimi prodotti, ottime aziende e ottima capacità di poter fare la differenza. Manca solo l&#8217;investimento.</p>
<div id="attachment_2692" class="wp-caption alignright" style="width: 250px"><a href="http://blog.ok-salute.it/disabili-una-vita-a-quattro-ruote/files/2012/04/universal-design-2.jpg"><img class=" wp-image-2692 " title="Skyline_lab di Snaidero" src="http://blog.ok-salute.it/disabili-una-vita-a-quattro-ruote/files/2012/04/universal-design-2-300x300.jpg" alt="Skyline_lab di Snaidero" width="240" height="240" /></a><p class="wp-caption-text">Skyline_lab di Snaidero</p></div>
<p><strong>Come?</strong><br />
Si dovrebbe acquistare una mentalità molto semplice in cui coniugando qualità e benessere sociale ne scaturiscono anche notevoli vantaggi economici: il prodotto o il servizio avrà più risorse, più comunicazione e più riscontro portando un&#8217;entrata maggiore a chi lo realizza. E fattore determinante e non meno importante: le problematiche legate alle barriere diminuiscono quasi del tutto perché si costruisce un prodotto che non discrimina nessuno, regalando benessere sociale, sicurezza,autonomia per tutti. Nessuno escluso.</p>
<p><strong>Ergonomia e design ma anche prodotti per tutti. Come i prodotti per persone con disabilità portano vantaggi anche ai normodotati?</strong><br />
Una cosa che non stancherò mai di ripetere all&#8217;infinito è che la disabilità deve essere vista non come vincolo ma come opportunità. E non mi stancherò mai di sottolineare anche che la persona con disabilità è una persona, prima di tutto. E come tale va rispettata. E come tale va inclusa nel mondo, nella società senza esser messa da parte. Il Design For All è proprio la dimostrazione concreta come la disabilità porti vantaggio anche ai normodotati. Per un semplice motivo, il prodotto viene creato affinché sia maneggevole, utile e comodo. Che sia fruibile indifferentemente. Un esempio eclatante: il pelapatate. Pochi sanno che il pelapatate era stato inizialmente progettato per chi ha problemi alle dita ed oggi è nei cassetti di ogni cucina.</p>
<p><!--more-->Ecco la top six dei migliori prodotti selezionati da Agnesi</p>
<p>1) <strong>I-PHONE</strong> &#8211; Mobile, smartphone,palmare etc. sia dal punto di vista del design che dell&#8217;utilizzo e delle applicazioni Mac associate.</p>
<p>2) <strong>Skyline_LAB</strong> - Cucina per l&#8217;utenza ampliata progettata da Lucci Orlandi per la Snaidero Cucine.<br />
Il progetto Skyline_lab nasce dalla volontà di andare ulteriormente incontro alle richieste degli utenti e in particolare alle persone disabili e alle loro famiglie. Un miglioramento del livello di autonomia e di sicurezza dei disabili nell&#8217;ambiente domestico, si riflette infatti anche sulla qualità della vita dei loro familiari.</p>
<p>3) <strong>CASA DOMOTICA</strong> &#8211; Lo sviluppo della domotica e della casa intelligente, proposta da diverse aziende come la Gewiss e la B-Ticino ha portato ad uno sviluppo forte del concetto di Design for all in quanto tale casa diventa accessibile a tutti senza discriminazioni e porta vantaggio a chiunque.</p>
<p>4) <strong>LEONARDO</strong> &#8211; Maniglia di Fabrizio Bianchetti Architetto, prodotta dalla Ghidini Piero Bosco spa.<br />
Propone diversi modi di impugnatura: con la mano a presa alta, con la mano a presa bassa (bambino, adulto molto basso, utilizzatore di carrozzina, ecc) col gomito o con altre parti del corpo (chi ha difficoltà motorie o impedimenti, come pacchi, bambini in braccio, ecc).</p>
<p>5) <strong>ABBRACCIO</strong> &#8211; Design di Paolo Favaretto ed Avril Accolla<br />
Espressamente destinato ai bambini con difficoltà cognitive, è frutto di una esperienza accumulata nel progetto di sedute per ufficio, anzi, sostiene Favaretto: «i gradi di variabilità sono qui superiori rispetto a quelli di cui devo tener conto nell’ufficio». Il progetto, che risponde innanzitutto alla difficoltà di questi bambini a mantenere, in certi casi, il capo eretto, è concepito per unire solidità, durabilità e trasformabilità in quanto accompagna la crescita dai cinque mesi ai cinque anni a un aspetto giocoso, ottenuto grazie al disegno morbido degli elementi e alle vivaci scelte cromatiche. Caratteri accentuati anche dai materiali plastici e poliuretanici a pelle integrale e dai rivestimenti usati che garantiscono inoltre una facile pulizia. D’altronde a queste qualità non può certo rinunciare un “normale” seggiolino.</p>
<p>6) <strong>BOTTIGLIA SANPELLEGRINO</strong> &#8211; La bottiglia da un litro e mezzo della Sanpellegrino che ha vinto l&#8217;Oscar dei Packaging, per il corpo a “buccia d&#8217;arancia”, tattilmente riconoscibile e la strozzatura a spirali consente una buona presa con mani bagnate o per persone con difficoltà motorie.</p>
]]></content:encoded>
			<wfw:commentRss>http://blog.ok-salute.it/disabili-una-vita-a-quattro-ruote/2012/04/08/al-salone-del-mobile-si-parla-anche-di-universal-design/feed/</wfw:commentRss>
		<slash:comments>0</slash:comments>
		</item>
	</channel>
</rss>

