Home Salute > Blog Salute > News e commenti > La pelle soffre per il troppo sole e i farmaci
Troppo sole e farmaci, in particolare quelli ormonali, lasciano il segno sulla pelle. Ma per combattere le macchie che si formano per molti motivi (compresa la gravidanza), progressi sono stati compiuti, sia dal punto di vista cosmetico, sia strumentale, con laser, luce pulsata e peeling.
«Il medico deve distinguere di che tipo di discromia si tratta, perché le terapie sono diverse», dice Marina Romagnoli, dermatologa e responsabile nazionale Isplad (International italian Ssociety of plastic regenerative and oncologic dermatology) per le tecnologie laser (chiedile un consulto). «Le più diffuse sono due: le lentigo solari, che sono piccole, ben definite, simili alle efelidi e tipiche della carnagione chiara, e il melasma, formato da chiazze più grosse che interessano alcune zone del viso, come la fronte, il labbro superiore o lo zigomo».
La causa principale per tutte è un’esposizione esagerata e poco protetta al sole che stimola la produzione della melanina in eccesso, ma per il melasma possono incidere anche altri fattori: le variazioni ormonali (le macchie si possono formare in gravidanza o per l’assunzione della pillola anticoncezionale) o un’irritazione, provocata, per esempio, dalla ceretta depilatoria. La prima regola per tutti è quella di applicare una crema con filtro schermante UVA-UVB molto alto (50+), anche in inverno.
Per quanto riguarda le terapie, invece, sono diverse a seconda delle discromie. «In caso di lentigo solari, se non sono troppo diffuse, il dermatologo interviene con il laser Q-Switched, che le cancella in modo selettivo in una sola seduta, senza danneggiare il tessuto circostante, lasciando una crosticina che va protetta nei giorni seguenti per evitare che, staccandosi, lasci il segno» dice Romagnoli. «Se le macchie sono più estese, meglio procedere con la luce pulsata che tratta zone più vaste, ma è più blanda e richiede un numero maggiore di sedute. Può essere di supporto anche il peeling chimico molto delicato con un mix di acido salicilico, piruvico e lattico, che migliora l’esfoliazione superficiale, a volte abbinato a un trattamento più mirato all’acido tricloracetico al 40%».
Per curare il melasma, invece, il punto focale è la terapia a casa, utilizzando prodotti in grado di stimolare l’esfoliazione (senza esagerare, perché se la pelle è irritata si può macchiare ancora più facilmente), come gli alfa-idrossiacidi, o principi attivi che interferiscano con la sintesi di melanina, quali l’idrochinone, che in Europa è considerato un farmaco e viene soltanto prescritto dal medico. «Sono efficaci anche sostanze come l’acido cogico, la vitamina C, che svolge un’azione schiarente e presto sarà sul mercato un nuovo principio attivo, derivato da un alcol e da un amino-zucchero, da applicare in modo localizzato e dall’effetto molto sbiancante – continua Romagnoli – Ci vuole pazienza, però, perché i risultati non sono immediati».
Si consiglia di abbinare la terapia a un peeling chimico (eseguito con un cocktail di sostanze selezionate in base all’intensità della macchia) che riduce lo strato corneo e migliora l’assorbimento dei prodotti che si applicano successivamente. Nei casi più evidenti, si può affiancare l’uso del laser frazionale non ablativo, in grado di rompere il pigmento in profondita’.
Fonte Ansa
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