Home Salute > Blog Salute > News e commenti > I dolcificanti sono sicuri per la salute

I dolcificanti artificiali hanno un potere dolcificante molto maggiore dello zucchero (foto Shutterstock).
L’utilizzo di dolcificanti non calorici non comporta rischi per la salute e bisogna risolvere lo scollamento che esiste fra le informazioni che circolano nell’opinione pubblica, in primis su internet, e nella comunità scientifica. Con questo obiettivo si sono riuniti a Roma i principali esperti sul tema per l’incontro Dolcificanti intensi non calorici: focus sulla sicurezza d’impiego, organizzato con il patrocinio del ministero della Salute dall‘Associazione italiana di dietetica e nutrizione clinica e dalla Nutrition Foundation of Italy (Nfi).
Tumori, problemi renali, tossicità: questi alcuni dei problemi che vengono collegati con l’utilizzo di questi prodotti, soprattutto l’aspartame. Nel 2011, dopo aver riesaminato due studi che avevano destato un’attenzione di un certo rilievo nei media, l’Efsa, autorità europea per la sicurezza alimentare, ha però concluso che queste ricerche non costituiscono motivo per riconsiderare le precedenti valutazioni sulla sicurezza dell’aspartame o di altri additivi alimentari dolcificanti autorizzati nell’Unione europea.
«Il ruolo dei dolcificanti non calorici nel rischio di cancro – ha spiegato Carlo La Vecchia, epidemiologo dell’Istituto di ricerche farmacologiche Mario Negri e dell’università di Milano – è stato oggetto di un ampio dibattito fin dagli anni ’70, quando studi su animali avevano riscontrato un pericolo elevato di cancro della vescica in più di una generazione di topi trattati con dosi estremamente elevate di saccarina, e studi epidemiologi avevano rilevato associazioni, seppur moderate e non coerenti, con il rischio di tumore alla vescica negli uomini. Tuttavia, tali evidenze non trovarono conferme negli approfondimenti successivi».
«Vi sono oggi – ha concluso l’esperto – adeguate evidenze epidemiologiche che consentono di escludere un’associazione fra saccarina, aspartame e altri dolcificanti non calorici e il rischio di diverse neoplasie comuni».
«Le metodologie correntemente applicate per la valutazione della sicurezza degli additivi ad uso alimentare si basano su standard di ricerca estremamente rigorosi e universalmente riconosciuti come affidabili dalla comunità scientifica internazionale», dice Marina Marinovich, Presidente della Società Italiana di Tossicologia. Tutti gli additivi alimentari vengono sottoposti ad esami estesi ed approfonditi prima di ricevere l’approvazione e i dolcificanti non calorici non fanno eccezione. Le ricerche che mettono in dubbio la sicurezza di tali sostanze sono generalmente basate su studi realizzati con protocolli e modalità non conformi a quelli comunemente in uso, e che pertanto non possono essere considerate accettabili da un punto di vista scientifico».
«A fronte di una maggiore diffusione di stili di vita più sedentari, da un punto di vista dietetico diventa sempre più utile avere a disposizione alimenti e bevande con un contenuto di calorie scarso o nullo poiché, se consumati nel contesto generale di un’alimentazione varia ed equilibrata, essi possono aiutare nella gestione dell’apporto calorico», conclude Giuseppe Fatati, presidente della Fondazione dell’Associazione Italiana di Dietetica e Nutrizione Clinica.
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