Home Salute > Blog Salute > Rassegna stampa > Anche il cuore vuole le staminali
Si parla ancora di staminali per la cura del cuore. «Le staminali vengono definite totipotenti perché sono in grado di differenziarsi in cellule specifiche», spiega Maria Rosa Conte primario di Cardiologia all’ospedale Mauriziano di Torino. «In cardiologia si utilizzano per pazienti il cui ventricolo non si contrae correttamente». Gli studi effettuati su pazienti post infartuati hanno dati buoni risultati. Si potrebbe cominciare a pensare ad evitare i trapianti. «Una terapia che ripari i danni dal cuor», prosegue il primario, «suscita grandi aspettative».
Tra gli articoli, i consulti forniti dai medici di OK e nel Dizionario medico
Scrivo per sapere se è possibile sottoporsi anche fuori d’italia a sperimentazioni sulle cellule staminali sul cuore o altre sperimentazioni anche rischiose allo scopo di poterne trarre profitto economico dato che sto chiudendo l’azienda e non ho altri mezzi di sostentamento se non una pensione di invalidità di € 270 al mese e francamente mi sono anche stancato di vivere assumendo farmaci da quasi 23 anni e sottoponendomi anche interventi chirurgici. Solo l’anno passato ho subito 2 ablazioni.
In breve la mia storia clinica: nel Febbraio del 1989 all’età di 35 anni Ima con alcuni episodi di fibrillazione ventricolare intraospedaliera. Nel 1996 operazione d’urgenza a seguito di angina instabile e fibrillazione ventricolare intraospedaliera: tromboendoartectomia e 3 by pass. Mi pare nel 2002 fibrillazione atriale durata qualche mese sino all’avvenuta defibrillazione per via transesofagea dato che quella esterna non aveva risolto il problema. Nel 2006 inpiantato un icd a seguito di un episodio di tachicardia ventricolare sostenuta risolta con farmaci antiaritmici e defibrillatore. L’anno scorso ho subito 2 ablazioni perchè le scariche si facevano sempre piu’ frequenti e la prima non aveva risolto il problema. Dopo la seconda ablazione un solo episodio fortunatamente interrotto senza scarica: Da tenere presente che una scarica si percepisce credo, perchè almeno quello me lo sono risparmiato, come un pugno inaspettato di Mike Tyson. Attuale terapia specifica per intolleranza al cordarone: 1 sotalo e 1 rampiril di mattina, 1 a pranzo 1 sotalolo mattino e 1 di sera con contorno di 2 seacor, 1 cardioaspirina e 1 rosuvastatina da 20. Anzi il Seacor l’ho sostituito con un analogo prodotto comperato a basso costo al supermercato perchè non e’ piu’ “mutuabile” ed io ne ho bisogno. Inloltre prendo xanax al bisogno, cioe’ sempre, e sertralina da 0,50 perchè avevo sospesa quella da 1 uno ma mi dava troppe controindicazioni. Mi trovavo molto bene con il nodalolo ma anche quello non si trova piu’. Sono seguito da un ottimo emodinamista di Careggi dopo che il primo cardiologo in occasione della fibrillazione atriale, oltre che dimettermi senza terapia mi aveva già fatto fare una visita per un nuovo intervento chirurgico a cuore aperto mentre con la nuova terapia la dilatazione atriale si è ridotta cosi come l’insufficienza mitralica che è ritornata quasi nella norma passando da medio severa a lieve. Si è normalizzatoa anche la fe che è passata da 35 ad 50. Nonostante tutto ho sempre combattuto con grinta ma adesso, sebbene il mio stato di salute sia buono, mi sento sfinito nel morale tant’è che piu’ volte ho pensato a rimedi estremi dissuaso però dall’amore dei miei fratelli. Detto questo sono nuovamente a richiedere le informazioni in premessa. Non sono soffro di allergie particolari.
Potete mettermi in contatto con qualche casa farmaceutica? Grazie Antonio
Gentile Antonio,
in Italia è vietata la sperimentazione a pagamento (dei farmaci o di altre terapie medico-chirurgiche) sugli esseri umani. In altre parole, non è possibile offrire il proprio corpo come ‘laboratorio’, per averne un compenso (a maggior ragione, se la sperimentazione è particolarmente rischiosa). I protocolli per accedere ai ‘trials’ clinici (si chiamano così, in termine tecnico) sono molto precisi e rigorosi, e devono ricevere il via libera da parte dei comitati etici degli ospedali in cui le sperimentazioni stesse vengono condotte. Sul sito dell’Agenzia Italiana del Farmaco potrà trovare un archivio completo di tutti i trials in atto nel nostro Paese, con i relativi criteri di ammissione (http://ricerca-clinica.agenziafarmaco.it/).
Nessuno di questi ospedali, però – lo ribadiamo – prevede di dare un compenso al paziente, né potrebbe farlo!