Home Salute > Blog Salute > Ricercatori italiani all'estero > Io, il Messico e l’H1N1
Post di Marco Marcelli, professore di endocrinologia
al Baylor College of Medicine di Houston (Usa).
Voglio velocemente contribuire con la mia esperienza al dibattito sull’influenza H1N1 o swine flu. Per due mesi all’anno faccio rotazioni nel reparto di medicina generale e a settembre ho avuto a che fare con un paziente a cui abbiamo diagnosticato l’influenza H1N1.
Questo paziente era un quarantenne afro-americano, con una precedente diagnosi di leucemia linfatica cronica e che in passato aveva subito vari cicli di chemoterapia. Si è presentato con un infiltrato polmonare bilaterale, per cui all’inizio è stato trattato con antibiotici a largo spettro nel sospetto che fosse la solita polmonite batterica. Purtroppo la situazione è peggiorata nel giro di 24 ore, con un quadro respiratorio acuto che ha richiesto l’intubazione. Si è cominciato anche l’uso del Tamiflu e poi di altre misure antibatteriche, antivirali e antifungali, e abbiamo richiesto vari esami di laboratorio. Purtroppo il paziente è morto dopo 36-48 ore dall’ammissione in ospedale, e solo più tardi abbiamo ricevuto i dati di laboratorio che hanno confermato l’inflenza H1N1.
Il mio suggerimento è che tutti (e in particolare bambini, anziani, persone con malattie croniche associate a immunodepressione – tipo diabete, malattie autoimmunitarie, cancro – e persone che lavorano in ospedale) devono vaccinarsi. Le altre misure di prevenzione fanno parte del common sense e sono: lavarsi le mani, usare mascherine (questo particolarmente per quelli che lavorano in ospedale), evitare contatti non necessari con persone che sono malate, stare a casa se si ha una forma influenzale così non la si distribuisce. Io credo di avere avuto la H1N1 a giugno, dopo un contatto con un paziente che era tornato ammalato dal Messico, dove aveva avuto a che fare con persone che lavoravano – sfortuna nera da parte mia – nell’allevamento dei suini. Per un normale adulto credo che non ci siano probemi, ma in ogni caso mi vaccino domani. Per le persone a più a rischio, citate sopra, credo che la vaccinazione sia d’obbligo.
Foto via | flickr
Tra gli articoli, i consulti forniti dai medici di OK e nel Dizionario medico
Non mi è chiara una cosa: perché se hai già fatto l’influenza A ti devi vaccinare?
Domanda molto buona, complimenti, il fatto e’ che io mi sono diagnosticato l’influenza H1N1 in base a come l’ho presa, ma non ho fatto il test di laboratorio, e quindi nell’incertezza ho creduto opportuno vaccinarmi. Ho anche un’altra informazione da condividere, nella stessa seduta mi sono fatto anche il vaccino per l’antinfluenzale normale, e dei due vaccini quello per L’H1N1 non l’ho proprio sentito, l’altro mi ha procurato un bel po’ di dolore nel braccio per le successive 24 ore, anche altre persone con cui ho parlato mi hanno confermato che non hanno avuto nessun effetto collaterale dal vaccino per l’H1N1.